Il gatto comunica sempre: tutto quello che non sai sulle marcature feline
- Manuela Pintore
- 19 feb
- Tempo di lettura: 4 min
Pensi che il tuo gatto stia combinando guai? Forse sta semplicemente cercando di dirti qualcosa — e lo fa in una lingua che pochi sanno leggere davvero.

Quando si parla di "marcature" riferite al gatto, la mente va quasi subito alle situazioni problematiche: l'urina sullo zerbino, le feci fuori dalla lettiera, quell'odore acre nell'angolo del divano. Comprensibile. Ma ridurre il concetto di marcatura alle sole deiezioni è come pensare che il linguaggio umano si esaurisca nei cartelli stradali: tecnicamente esiste, ma ci si perde quasi tutto il senso.
Il gatto è, in realtà, un comunicatore sofisticato. Il suo corpo è una fabbrica di segnali chimici, meccanici e visivi, e quasi ogni comportamento che mette in atto nello spazio — il suo o quello condiviso con noi — può avere una funzione di marcatura. Conoscere questa lingua non è un lusso riservato agli esperti: è uno strumento indispensabile per chiunque viva, lavori o si prenda cura di un gatto.
Il territorio come lavagna
Per capire le marcature, bisogna prima capire come il gatto percepisce lo spazio. A differenza nostra, che viviamo principalmente nel presente visivo, il gatto abita un ambiente fatto soprattutto di informazioni olfattive e temporali. Ogni marcatura che lascia — e ogni marcatura che percepisce — contiene dati precisi: chi è passato di qui, quando, in quale stato emotivo, se era in calore, se era in salute. Il territorio, per il gatto, è una bacheca sempre aggiornata.
Le marcature servono quindi a comunicare con i conspecifici (anche quelli che non si vedranno mai di persona), a creare una mappa di sicurezza per sé stessi, a gestire lo stress e a stabilire confini — non necessariamente per aggredire, ma spesso per evitare lo scontro diretto.
Non solo pipì: le marcature che non riconosciamo
1. La sfregatura — il segno dell'appartenenza "affettuosa"
Quando il gatto strofina la guancia contro uno spigolo, il mento sul tappeto, o — momento di pura dolcezza — la testa contro la nostra mano, sta depositando feromoni prodotti dalle ghiandole sebacee presenti in queste zone. Questo tipo di marcatura è generalmente associata a stati emotivi positivi e a oggetti, luoghi o individui percepiti come sicuri e familiari.
Non è solo tenerezza: è firma. Il gatto sta letteralmente scrivendo "questo appartiene al mio mondo sicuro". Per questo, quando un gatto strofina la testa su di noi, non ci sta "coccolando" nel senso umano del termine — ci sta includendo nella sua mappa del benessere.
Le ghiandole coinvolte si trovano anche ai lati del mento, sulle sopracciglia, alla base della coda e tra i cuscinetti plantari. Il profilo chimico depositato da queste ghiandole è noto come feromoni e alcuni di essi sono stati sintetizzati per applicazioni cliniche proprio perché associati a stati di calma e familiarità.
2. Il graffio — messaggio in due lingue
La graffiatura - su superfici verticali o orizzontali - è forse la marcatura più fraintesa di tutte. Viene quasi sempre interpretata come comportamento distruttivo o come segno di dispetto. Non è nessuna delle due cose.
Il graffio svolge una funzione doppia: meccanica e chimica. Da un lato, rimuove le guaine cheratinizzate esterne degli artigli e mantiene la muscolatura di spalle e arti in efficienza (chi ha gatti sa che graffiare è spesso accompagnato da un lungo stiramento del corpo). Dall'altro, deposita feromoni prodotti dalle ghiandole interdigitali — quelle presenti tra i cuscinetti plantari — e lascia una traccia visiva permanente.
Il risultato è una marcatura che si percepisce sia con il naso (del gatto) che con gli occhi, e che dura nel tempo anche quando la componente olfattiva si è esaurita. Le superfici scelte non sono casuali: angoli in vista, percorsi ad alto traffico, punti di accesso e uscita. Il gatto non sta rovinando il divano per cattiveria — sta scrivendo un avviso in un posto strategico.
3. La spruzzatura di urina — il segnale complesso
La pipì rilasciata come “spruzzata” è diversa dall'urina depositata per motivi fisiologici: nella postura (il gatto sta in piedi, con la coda alzata e spesso tremante), nella quantità (piccole dosi) e nella collocazione (superfici verticali, in punti precisi e spesso ricorrenti).
È la marcatura più "potente" in termini di informazioni chimiche veicolate: contiene dati sull'identità del soggetto, sullo stato riproduttivo, sul livello di stress e — secondo ricerche recenti — persino su variabili legate allo stato di salute. Non è un comportamento esclusivo dei maschi interi, contrariamente a quanto si crede: femmine e soggetti sterilizzati possono praticare la spruzzatura, specialmente in condizioni di conflitto sociale, instabilità ambientale o stress cronico.
Capire perché un gatto mette in atto questa marcatura — e distinguerla dalle deiezioni fuori posto — è fondamentale per intervenire in modo appropriato.
4. L'allogrooming e lo sfregamento (allorubbing) — marcature sociali
Quando due gatti che si conoscono bene si leccano a vicenda o si strofinano tra loro, non stanno semplicemente dimostrando affetto reciproco. Stanno costruendo e mantenendo un odore di gruppo condiviso — una firma olfattiva collettiva che definisce la colonia o il nucleo sociale. Questo odore comune funziona come un segnale di riconoscimento e di appartenenza.
Per questo, in un contesto multiplo (famiglie con più gatti, rifugi, colonie gestite), qualsiasi evento che alteri la composizione olfattiva del gruppo — una visita veterinaria, l'introduzione di un nuovo individuo, un cambiamento di routine — può destabilizzare le relazioni e innescare comportamenti di rimarcatura. Il gatto che "attacca" il suo compagno al rientro dal veterinario non è diventato ostile: semplicemente non riconosce più la firma olfattiva di chi ha di fronte.
5. Le marcature plantari — le più silenziose
Ogni volta che un gatto cammina, le ghiandole interdigitali rilasciano tracce chimiche sul substrato. Questa forma passiva di marcatura è quasi invisibile ai nostri sensi, ma altamente informativa per gli altri gatti. In ambienti frequentati da molti animali — rifugi, pensioni, ambulatori — il pavimento è letteralmente ricoperto di messaggi sovrapposti, e questo può essere una fonte significativa di stress per soggetti particolarmente sensibili.
Perché è importante saperlo?
Ogni comportamento di marcatura ha un contesto, una funzione e — spesso — un'emozione sottostante. Riconoscere la differenza tra uno sfregamento di guancia e una marcatura urinaria non è un dettaglio accademico: è la base per capire cosa sta succedendo a quel gatto, in quel momento, in quello specifico ambiente.
Trattare una marcatura come se fosse un "problema da correggere" senza capire cosa la sta determinando è, nella migliore delle ipotesi, inefficace. Nella peggiore, aggrava la situazione.




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