La percezione sensoriale tra l’uomo e il cane è soggetta a significative differenze, che derivano dalle disparità anatomiche e fisiologiche dei rispettivi sistemi sensoriali. Mentre entrambe le specie condividono alcune caratteristiche fondamentali nella percezione di stimoli ambientali, come la luce e il suono, le modalità specifiche di elaborazione e interpretazione di tali stimoli mostrano variazioni significative.

La vista

Innanzitutto, l’occhio umano e quello del cane presentano differenze anatomiche cruciali. Gli esseri umani sono caratterizzati dalla presenza di una fovea centrale nella retina, una regione altamente specializzata per la visione ad alta risoluzione e dettaglio. Al contrario, il cane presenta una fovea meno sviluppata, con una maggiore densità di bastoncelli rispetto ai coni, suggerendo una maggiore sensibilità alla luce scarsa e al movimento piuttosto che alla nitidezza visuale.

La percezione del colore costituisce un altro aspetto interessante. L’uomo possiede tre tipi di coni sensibili a diverse lunghezze d’onda, consentendo una visione tricromatica e la percezione di una vasta gamma di colori. I cani, d’altra parte, mostrano una visione dicromatica, con una predominanza di bastoncelli sensibili alla luce verde e blu. Di conseguenza, il cane può percepire i colori in modo limitato rispetto all’essere umano, con una maggiore sensibilità ai toni di blu e giallo.

L’udito

La differenza nell’udito è altrettanto rilevante. Mentre la gamma uditiva umana si estende approssimativamente da 20 Hz a 20 kHz, i cani possono udire frequenze molto più elevate, fino a 65 kHz. Ciò implica che i cani siano in grado di percepire suoni ultrasonici, inaudibili per l’orecchio umano. Questa capacità è fondamentale per i cani in contesti come la caccia o la comunicazione tra cuccioli e madri.

L’olfatto e l’organo vomero nasale

L’olfatto rappresenta uno dei sensi più sviluppati nel cane, con un numero di recettori olfattivi molto superiore a quello umano. Mentre gli esseri umani dispongono di circa 5 milioni di recettori olfattivi, i cani possono vantarne oltre 220 milioni. Questa differenza sostanziale conferisce al cane una straordinaria abilità nel rilevare e discriminare odori, rendendolo un eccellente cacciatore e un efficace animale da ricerca.

L’organo vomeronasale, o organo di Jacobson, rappresenta un aspetto peculiare nei cani che contribuisce significativamente alle loro capacità sensoriali. Questo organo è coinvolto nella rilevazione di feromoni, sostanze chimiche emesse da altri individui della stessa specie e che giocano un ruolo cruciale nella comunicazione intraspecifica.

Mentre gli esseri umani hanno un organo vomeronasale primitivo che si trova nella cavità nasale ma non è funzionalmente attivo, i cani possiedono un organo vomeronasale più sviluppato e funzionale, composto da recettori specializzati sensibili ai feromoni, consentendo loro di rilevare informazioni dettagliate riguardo allo stato riproduttivo, all’identità individuale e alle emozioni di altri cani.

Questo organo, in combinazione con l’olfatto, contribuisce all’abilità straordinaria dei cani di percepire e interpretare il mondo attraverso segnali chimici. Ne risulta una forma di comunicazione sottolineata da informazioni olfattive che può essere essenziale nelle interazioni sociali e nel riconoscimento degli altri membri della specie.

In contrasto, gli esseri umani, privi di un organo vomeronasale funzionalmente attivo, si affidano principalmente ai segnali visivi e uditivi nella comunicazione interpersonale, sottolineando ulteriormente la diversità sensoriale tra le due specie.

I sensi del tatto e del gusto rappresentano un’altra dimensione significativa nella differenza percettiva tra l’uomo e il cane.

Il tatto

La differenza principale tra il tatto umano e quello del cane risiede nelle caratteristiche anatomiche della pelle e nella densità dei recettori sensoriali. La pelle umana è ricca di recettori tattili, tra cui corpuscoli di Meissner e corpuscoli di Pacini, che sono responsabili della sensibilità alla pressione, al tatto e al movimento. Questi recettori sono distribuiti in modo relativamente uniforme su diverse parti del corpo umano.

La sensibilità tattile, che dipende dalla densità dei recettori tattili sulla pelle, può variare in diverse parti del corpo sia nell’uomo che nel cane. Nell’uomo, la pelle è l’organo più esteso del corpo e ha una vasta gamma di densità di recettori tattili. Le aree più sensibili includono le dita, le labbra e la lingua. La densità di recettori tattili può variare da circa 250 recettori per centimetro quadrato nelle parti più sensibili, come le dita, a circa 10 recettori per centimetro quadrato in aree meno sensibili.

Per quanto riguarda i cani, la densità dei recettori tattili può variare anche per loro a seconda della parte del corpo. Ad esempio, le loro zampe, che sono coinvolte nella locomozione e nell’esplorazione, possono avere una densità di recettori tattili diversa rispetto ad altre parti del corpo.

In generale, la pelle dei cani può essere meno sensibile rispetto a quella umana, ma la presenza del pelo può svolgere un ruolo significativo nell’estensione della loro sensibilità tattile.

La sensibilità tattile umana è stata modellata per soddisfare le esigenze di una specie che si basa notevolmente sulla manipolazione di oggetti, la comunicazione non verbale e la percezione accurata dell’ambiente circostante. I cani, d’altra parte, hanno sviluppato una sensibilità tattile che si adatta alle loro esigenze di comunicazione tra individui della stessa specie, come il grooming reciproco e il rilevamento di stimoli ambientali cruciali per la sopravvivenza.

Il gusto

Per quanto riguarda il gusto, sia l’uomo che il cane condividono similitudini fondamentali nella struttura delle papille gustative e nella capacità di distinguere diverse sostanze chimiche. Entrambe le specie hanno papille gustative distribuite sulla lingua, che rilevano i cinque sapori primari: dolce, salato, acido, amaro e umami. Le differenze nel senso del gusto tra l’uomo e il cane si manifestano principalmente nelle preferenze alimentari, nella sensibilità ai sapori e nella struttura delle papille gustative.

Gli esseri umani hanno circa 2.000-4.000 papille gustative sulla loro lingua. Le papille gustative sono strutture sensoriali microscopiche che contengono le cellule recettive responsabili della percezione dei sapori. Queste papille sono concentrate principalmente sulla lingua, ma sono presenti anche sulla parte superiore della bocca, sulla gola e sulla parte posteriore della lingua.

La struttura anatomica della lingua dei cani è diversa da quella umana, e la percezione del gusto nei cani è meno dipendente dalle papille gustative rispetto agli esseri umani. I cani, tuttavia, compensano la mancanza di papille gustative complesse con altri sensi più sviluppati, come l’olfatto che si rivela fondamentale nella percezione del cibo e nell’identificazione di odori specifici.

In sintesi, mentre la lingua dei cani può contenere papille gustative più semplici rispetto a quella umana, il loro senso dell’olfatto svolge un ruolo predominante nella percezione del cibo e degli odori. Gli esseri umani sono in grado di percepire una vasta gamma di sapori, e la cultura e le esperienze personali possono influenzare le preferenze alimentari. I cani sono generalmente meno sensibili a sapori complessi e possono concentrarsi maggiormente su odori e aromi associati al cibo: sono carnivori e mostrano una chiara preferenza per il gusto legato alle proteine della carne.

Concludendo…

Le differenze nei cinque sensi tra il cane e l’uomo riflettono adattamenti evolutivi distinti che rispondono alle esigenze specifiche di ciascuna specie nel loro ambiente. Mentre entrambe condividono similitudini di base nei sensi della vista, dell’udito, del tatto, del gusto e dell’olfatto, le variazioni nelle strutture anatomiche e nella sensibilità dei recettori determinano una percezione del mondo unica per ogni specie. Le differenze percettive tra cane e uomo sottolineano la diversità delle strategie sensoriali sviluppate da ciascuna specie per interpretare il mondo circostante e soddisfare le proprie esigenze vitali. Queste variazioni arricchiscono la comprensione della biologia e del comportamento delle due specie, contribuendo a creare legami unici tra loro e con l’ambiente che abitano.

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